All'ascolto della Parola

Riflessioni bibliche a cura di Paolo Castellina, pastore evangelico

Chi sono

Blogger: pcastellina
Nome: Paolo Castellina

Commenti recenti

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
mercoledì, 16 gennaio 2008

Dare a Dio la gloria che Gli è dovuta

"Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati"

Gesù è nato per essere Salvatore (Luca 2:11). Essendo quel che Egli è, il Re dell'amore, non sorprende che Egli si sia tanto identificato con la realtà umana che aveva bisogno di Lui così disperatamente. Poteva forse  l'amore infinito rimanerne indifferente?

Ogni anima che entra nella famiglia umana contribuisce a risvegliarne o a deprimerne la vitalità. L'umanità deve molto alle grandi personalità che vi son nate e vissute, contribuendo al suo benessere materiale e spirituale, ma quanto maggiormente l'umanità deve a Colui che, "essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio" (Filippesi 2:6). Egli ha, infatti, messo da parte l'uso della potenza che, come Creatore, avrebbe potuto usare, e si è umiliato tanto da nascere in una stalla per poter condividere la vita dei più umili e dei più poveri. Quale amore doveva bruciare per i Suoi nel cuore di Gesù! Il Suo zelo per loro era divorante. Nel Suo cuore c'era vera passione per la condizione umana. Egli non avrebbe potuto tollerare con indifferenza che fosse tanto rovinata dal peccato. Non dovrebbe altresì pure questo sentimento essere in noi? Chiediamoci se l'amore di Cristo, l'amore stesso che bruciava in Lui, pure sia tale da costringere noi all'azione. Siamo noi disposti a sottostare a scomodità, a limiti, alle strette fasce della condizione umana, solo per avvicinarci meglio agli altri, rimuovendo ogni senso di distanza da loro? 

"Gloria a Dio nei luoghi altissimi" (Luca 2:14). Nulla tanto ha accresciuto la gloria di Dio Padre che per Gesù l'essersi sottoposto persino alla morte di Croce (Filippesi 2:6-11). Attraverso di essa uomini e donne sono tornati a volgersi verso Dio come non avrebbero mai fatto se l'avessero conosciuto solo nella natura. Ogni qual volta  promuoviamo la gloria di Dio come proposito e finalità ultima della nostra vita, ne risulta sempre pace sulla terra. Vivete per la gloria di Dio e troverete la pace nel vostro cuore, la vostra vita sarà come una sorgente perenne che fa fluire buona volontà e benedizione verso gli altri. L'esplosione di gioia nei pastori che avevano ricevuto l'annuncio della nascita di Gesù, non era passata inosservata a coloro che li avevano visti ritornarsene alle loro occupazioni. "E i pastori se ne ritornarono, glorificando e lodando Dio per tutte le cose che avevano udito e visto, come era stato loro detto" (Luca 2:20). Qualcosa di grande aveva indubbiamente trasformato la loro vita. 

Noi, invece, spesso siamo così tanto "gente comune", impassibile e priva di emozioni! Non riusciamo a dimenticare noi stessi, non siamo mai trasportati dall'entusiasmo spirituale di chi vive all'insegna del Salvatore Gesù Cristo! Davide confessa che il cuore gli bruciava dentro quando meditava sulle meraviglie di Dio! Meditiamo anche noi sull'amore di Dio che è sceso nel nostro mondo, nella nostra vita, fino a morire sulla croce. Allora anche noi, con entusiasmo, glorificheremo e loderemo Dio con un nuovo spirito. 

Preghiera. Padre mio e Dio mio! Che da ora in poi il motto della mia vita sia "Che Dio sia glorificato sempre e in ogni cosa", perché solo così vi sarà pace nel mio cuore e buona volontà verso gli uomini. Possa il mio cuore essere conservato all'unisono con il canto degli angeli alla natività di Gesù. Amen.

Da "Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer", 16 gennaio.
(Matteo 1:21). 
postato da: pcastellina alle ore 18:28 | link | commenti
categorie:
lunedì, 31 dicembre 2007

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio

"...se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù, per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell'uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, per essere rinnovati nello spirito della vostra mente, e per essere rivestiti dell'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità" (Efesini 4:22-24).

"Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze" (Romani 13:14).

Noi tutti possiamo sempre cominciare da capo! Per quanto in alto siamo saliti, c'è sempre qualcosa di più alto da raggiungere, e per quanto in basso siamo caduti, è sempre possibile ripartire. Dobbiamo riprendere il nostro posto alla scuola di Cristo e essere istruiti da Lui. "...voi però non è così che avete conosciuto Cristo, se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù" (Efesini 4:20,21).

L'uomo vecchio di cui bisogna spogliarci è chiaramente il nostro modo di vivere di prima (prima di conoscere l'amore e la giustizia di Cristo). Se non l'abbiamo ancora smesso del tutto, facciamolo ora, con un immediato atto di fede nello Spirito vivente. Non ci vuole molto per convincere un mendicante al quale si è offerto un vestito nuovo, a spogliarsi dei suoi stracci e rivestirsi dei nuovi, e non ci vuole che un momento per smettere vecchie abitudini e pensieri, modi di parlare e di vivere che sono indegni per dei figli di Dio. Fatelo ora, e chiedete allo Spirito Santo di continuare a rinnovarvi nello spirito della vostra mente.

Più di questo, però, rivestitevi dell'uomo nuovo, che è la vita di Gesù Cristo, quell'ideale che è nell'immagine e somiglianza di Dio e che il Signore ha creato per noi nella vita benedetta, morte e risurrezione di Cristo. Per essere in grado, però, di vivere questa vita, abbiamo quotidianamente bisogno dell'aiuto dello Spirito Santo. Egli è entrato nel nostro cuore al momento della rigenerazione, ed è stato con noi fino ad ora. Possiamo, magari, non esserci resi ben contro che Egli fosse entrato in noi, ma ci crediamo per le assicurazioni che al riguardo ci danno: 1 Corinzi 6:19; Romani 8:9 ed Efesini 3:16. Da parte mia, mi piace in iniziare ogni nuovo giorno, prima di alzare la mia testa dal cuscino, dire: "Tu sei in me, o Spirito di Cristo, anche se potrei non sentirti".

Se lo Spirito Santo non è stato rattristato dal nostro comportamento, Egli sarà testimone del fatto che siamo figli di Dio. Egli metterà sul trono della nostra vita Cristo come Re; ci darà fame e sete per le cose di Dio; ci darà potenza per testimoniare dell'Evangelo. "E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione" (Efesini 4:30) . Al fine di avere una forte e benedetta esperienza cristiana, la prima cosa è accertarci di non amareggiare lo Spirito Santo che è in noi. Non credo che noi lo si possa tanto rattristare da farlo uscire da noi, ma potremmo grandemente limitare ed ostacolare la Sua opera di grazia con un parlare non sincero, coltivando in noi il risentimento, un qualsiasi tipo di comportamento fraudolento, impurità di linguaggio, o mancanza di amore. Potremmo essere legati tanto da non essere in grado di muovere le nostre braccia da solide corde, legate a noi strettamente. Facciamo in modo da non rattristarlo con le nostre incoerenze.

Preghiera. Adempi in me, o Dio, quei desideri di bontà che Tu hai creato nel mio cuore, e perfeziona l'opera della fede, affinché Gesù Cristo possa essere glorificato in me. Amen.

postato da: pcastellina alle ore 14:45 | link | commenti
categorie:
venerdì, 28 dicembre 2007

La marcia inarrestabile del procedere di Dio

La marcia inarrestabile del procedere di Dio

"Poi verrà la fine, quando rimetterà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo aver annientato ogni dominio, ogni potestà e potenza" (1 Corinzi 15:24).

Verso che cosa si sta muovendo Dio? Quando parliamo dell'eterno procedere dell'Onnipotente, dobbiamo rammentarci che stiamo usando un linguaggio umano, perché Dio vive nell'eterno presente. Egli è Jahweh, "io sono".

Dio si sta muovendo verso la suprema esaltazione del nostro Salvatore. Cristo deve regnare e regnerà. La potenza di Dio è in questo momento all'opera nel mettere ogni cosa "sotto i Suoi piedi". "...che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra" (Efesini 1:8-10).

Egli Gli ha donato i pagani come eredità e per Sua eredità persino le parti più inaccessibili della terra. E' vero che al momento non ancora vediamo come tutte le cose Gli siano sottomesse, ma Dio sta operando per realizzare compiutamente i Suoi progetti eterni. "Tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi». Infatti, nel sottoporgli tutte le cose non ha lasciato nulla che non gli fosse sottoposto. Tuttavia al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli sono sottoposte, ma vediamo coronato di gloria e d'onore per la morte che sofferse, Gesù, che è stato fatto per un po' di tempo inferiore agli angeli, affinché per la grazia di Dio gustasse la morte per tutti" (Ebrei 2:8,9).

Il sorgere e la caduta di potenti e di regni negli anni recenti, il terrorismo che vuiole sovvertire i suistemi politici; il vortice delle elezioni; la babele delle voci; la rivalità di politici e partiti! Che dire di essi? Essi sono le tracce lasciate dai piedi di Dio, il movimento delle Sue pedine sulla scacchiera; le fasi susseguenti dello sviluppo dei Suoi piani. Osservate con attenzione la strategia di Dio! Dio ne fa sorgere uno e ne abbatte un altri; non c'è un argomento che compaia sui giornali, né un cambiamento sulle mappe, né una rivoluzione fra i popoli, per quanto oscura, che non contribuisca alla scena finale, quando il Figlio dell'uomo verrà come l'Anziano dei giorni, e riceverà dominio e gloria, un Regno, e tutti i popoli, lingue e nazioni Lo servirà!

Abbiamo bisogno di vedere dove Dio si muove, specialmente nel nostro tempo cruciale. Solo così, infatti, possiamo "entrare nel Suo riposo". Possiamo, cioè, guardare con calma ad un mondo pieno di confusione, una volta che abbiamo imparato a comprendere il programma divino del "raccogliere tutte le cose in Cristo", chiamato nelle Scritture "il Capo". Per un mondo distratto, le vie di Dio sono come un mare, ed i suoi sentieri in acque profonde. I Suoi passi non sono conosciuti. Coloro, però, che Lo amano e Lo comprendono hanno intendimento. "Anche se i monti si spostassero e i colli fossero rimossi, il mio amore non si allontanerà da te né il mio patto di pace sarà rimosso, dice l'Eterno, che ha compassione di te" (Isaia 54:10).

Preghiera. Affretta la venuta del Tuo Regno, o Signore, l'adempimento dei Tuoi propositi. Fa' si che siamo svegli ed attenti affinché, in ogni momento, possiamo discernere la Tua mano e riconoscere la Tua volontà e guida nella provvidenza delle piccole cose. Amen.

Da "Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer".

postato da: pcastellina alle ore 22:39 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 26 dicembre 2007

Una lettera consolante

Una lettera consolante

"Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza" (Geremia 29:11).

Abbiamo molto da imparare dai buoni consigli che ci sono dati in questa lettera. Il popolo di Israele, esiliato in Babilonia, non era disposto a "mettersi il cuore in pace", a "sistemarsi" in Babilonia facendo "buon viso a cattivo gioco". Parlavano sempre del passato e stavano studiando come fare per ritornare nella propria terra ed all'eredità che si erano pregiudicati. E' per questo che viene mandata loro questa lettera, e non solo a loro, ma a tutti quelli che si trovano nelle medesime circostanze.

Siete in "cattività" (schiavitù, prigionia)? Le vostre circostanze sono i vincoli e i ceppi che vi trattengono? Non c'è prigioniero che potrebbe essere più impotente che voi. Non potete fare ciò che vorreste. Potete fare, però, il meglio che potete nella situazione in cui vi trovate ed aspettare che il Signore operi nei tempi e nei modi che Egli, nella Sua sapienza, ha scelto. E' attraverso la fedeltà nell'adempiere agli obblighi che ora avete che diventerete meglio adatti ad un lavoro migliore. Considerate i bisogni di coloro che vi circondano, "Cercate il bene della città dove vi ho fatti condurre in cattività e pregate l'Eterno per essa, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere" (Geremia 29:7).  In questo, la storia del patriarca Giuseppe ci è di grande esempio. Quand'era stato gettato in prigione, si era messo a servire i prigionieri che vi si trovanano. Quanta luce e conforto emanava da lui quando egli si interessava fattivamente di ciascuno di loro! "*Giuseppe venne da loro, e vide che erano preoccupati. Allora egli interrogò gli ufficiali del Faraone che erano con lui in prigione nella casa del suo padrone e disse: «Perché avete oggi il viso così mesto?»" (Genesi 40:6,7). E' nella pace di coloro che serviamo che troveremo la nostra pace.

Parole di conforto e di speranza erano rivolte a quei prigionieri. Per quanto dura potesse apparire esteriormente la loro sorte, Dio aveva per loro pensieri di pace e non di male. Così è per noi. Potremmo anche passare brutti momenti, Potrebbe sembrare che tutto ci sia contro, che tutto sia duro, privo di conforto, non invitante. Proprio in questo, però, Dio, nel Suo santo cielo, sta pensando a voi, e i Suoi pensieri per voi sono pensieri di pace e non di male. Ecco così che l'orizzonte è carico di speranza. Stanno per giungere tempi migliori e voi dimenticherete il presente, come acqua che scivola via. I tempi difficili che state passando sono limitati al tempo loro assegnato, e Dio certamente vi farà visita ed eseguirà la Sua buona parola nei vostri riguardi.

Nel frattempo, dobbiamo vivere una vita di costante preghiera: "Mi invocherete e verrete a pregarmi, e io vi esaudirò. Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. Io mi farò trovare da voi», dice l'Eterno, «e vi farò tornare dalla vostra cattività; vi raccoglierò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho dispersi», dice l'Eterno; «e vi ricondurrò nel luogo da cui vi ho fatto condurre in cattività" (Geremia 29:12-14). Dobbiamo vivere in uno spirito di preghiera e di fede, conversare con Dio. In tutto questo Dio opererà.

Preghiera. Per la cura misericordiosa che hai di noi, noi rispettosamente Ti ringraziamo, e se Tu hai permesso che accadessero cose che ci hanno provato duramente e riempito di amarezza, aiutaci a credere nel Tuo infinito amore che ci riprende, affinché attraverso la disciplina della nostra vita, noi possiamo partecipare alla Tua santità. Amen.

Da " Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer".

postato da: pcastellina alle ore 10:08 | link | commenti
categorie:
lunedì, 24 dicembre 2007

Cortesia cristiana

Cortesia cristiana

"... infine siate tutti di una sola mente, compassionevoli, pieni di amor fraterno, misericordiosi e benevoli" (1 Pietro 3:8).

Un vocabolario della lingua italiana definisce la parola "cortesia" in questo modo: "raffinatezza di modi e nobiltà di sentimenti, caratterizzati dal valore, dalla lealtà e dalla munificenza, che nella concezione cavalleresca medievale erano il requisito di chi viveva a corte; l’essere cortese, gentile; atto cortese, gentilezza; liberalità, prodigalità".

 Il testo biblico che abbiamo citato all'inizio, insieme a quelli che seguono, parla della cortesia cristiana. Sarebbe meraviglioso trovare in una qualsiasi comunità che incarni le ingiunzioni contenute in questo versetto. Eppure nulla di meno di questo è l'ideale cristiano e sarebbe bene, senza aspettare che gli altri lo siano con noi, che ciascuno adottasse questi precetti come la regola indiscussa e vicolante della vita quotidiana. Questo sarebbe il migliore contributo per convincere il mondo della verità della fede cristiana e dell'avvento del Regno del nostro Signore. Non dice forse l'Apostolo "infine" per insegnarci che tutte le dottrine cristiane sono intese a condurci e ad inaugurare quella vita d'anore, il cui ardito sommario è delineato con queste parole?

Il principio generale è in queste parole: "siate tutti di una sola mente, compassionevoli". Questa omogeneità di mente non implica la monotonia del pensarla tutti allo stesso modo, ma l'unità nella varietà. Non saremo mai di una sola mente nel senso di avere tutti le stesse opinioni, ma possiamo essere tutti di una sola mente quando, nella diversità delle opinioni, espressioni ed idee, siamo animati dalla stessa comune devozione a Cristo.

Notate le applicazioni specifiche.

  • Amate come fratelli. L'amore non è identico con il piacersi. La provvidenza non ci chiede chi ci piacerebbe avere per fratello o sorella - questo è già per noi stabilito. Siamo tenuti, però, ad amarli, a prescindere dalle nostre predilezioni naturali e gusti. L'amore non prende origine necessariamente dalle emozioni, ma nella volontà; non consiste in sentimenti, ma nel fare; non in parole doci, ma in fatti privi di egoismo.
  • Siate misericordiosi. Quant'era compassionevole il nostro Signore! Quanto spesso, nei racconti dei vangeli, Egli si accosta ai deboli ed agli erranti, alle folle affamate ed agli afflitti che cercavano il Suo aiuto!
  • Siate benevoli. Siate pronti a prendere il posto meno confortevole o a lasciare che gli altri siedano e voi restare in piedi. Fate in modo che l'etichetta della Corte del Padre celeste sia sempre evidente nella vostra vita quotidiana, affinché il mondo possa imparare che il cristianesimo produce non semplicemente l'eroismo di una grande occasione, ma le minute cortesia della vita quotidiana.

Preghiera. Signore benedetto, io ti imploro affinché la grazia che tu mi doni sia tale non solo da purificare questa mia vita, ma da renderla bella e gradevole, se è Tua volontà. Concedimi di poterti amare con tutto il mio cuore, anima, mente e forza ed il mio prossimo come me stesso. Amen.

Da " Our Daily Walk - Daily Meditations and a Prayer for Each Day By F.B. Meyer".

postato da: pcastellina alle ore 08:07 | link | commenti
categorie: